Dintorni

Il Paese

E' nell'ambiente eccezionale dove lago, montagna e cielo si fondono in uno scenario da sogno, che Tignale si estende sull'altipiano Altogardesano con le sue sei frazioni:

  • Gardola
  • Olzano
  • Aer
  • Oldesio
  • Probione
  • Piovere

L'intero paese si affaccia sul Lago di Garda. Una particolarità di questo paesaggio è rappresentata dai caratteristici terrazzamenti, sui quali vengono coltivati gli olivi.
Essi occupano la maggior parte della montagna, fino a giungere ai piedi del Lago; qui, al porto "Pra della Fam", un altro "gioiello" attende i numerosi visitatori: si tratta di una limonaia del diciasettesimo secolo, una delle poche tutt'ora in funzione
Nell'entroterra, sentieri e mulattiere offrono agli amanti del trekking e della mountain-bike un meraviglioso panorama. Le piccole frazioni che compongono il paese di Tignale, custodiscono interessanti elementi storici, tra i quali alcuni edifici ed opere d'arte appartenenti all'età medioevale.

 


 

Il Santuario di Montecastello

l Santuario di Montecastello sorge su una rupe a picco sul lago.

Recentemente restaurato, Montecastello è uno dei luoghi più frequentati, specialmente per la splendida posizione, per la sua bellezza architettonica e artistica, per le vicende storiche e religiose di cui è stato protagonista.

Alla fine del cinquecento furono costruiti il campaniele e il presbiterio, altre opere fra cui l'aggiunta dell'attuale chiesa a tre navate, vennero eseguite nel XVII secolo. Sorto sui ruderi di un antico castello, l'edificio è costituito da una chiesa inferiore romano-gotica e da una chiesa superiore barocca che custodisce, dietro l'altare, la Casa Santa (avanzo di un tempietto che risale all' 802).

L’altare, opera dei Boscaì (artisti bresciani), con colonne di legno dorato e le figure di S. Pietro e S.Paolo; sul retro, al di là di un vetro, è visibile la miracolosa immagine della Madonna, attribuita alla scuola di Giotto. I quattro medaglioni che la circondano, dipinti su rame sono di Palma il Giovane.

Interessanti sono le tele di Andrea Celesti (1637-1712) e alcuni ex voto, tra cui quello del Comune di Tignale, attribuito ad Andrea Bertanza, per l’uccisione (16 agosto 1617) del famigerato bandito Zuan Zanone Beatrici, detto Zanzanù, che con la sua banda aveva feminato terrore tra la popolazione dell’Alto lago tra il XVI e il XVII secolo. Vi è annesso l’Eremo, che accoglie ogni anno migliaia di pellegrini.

Il Santuario, è aperto dal 24/03/13 alla fine di ottobre, dalle ore 9:00 alle ore 18:00. E’ presente un bar che offre un servizio di piccola ristorazione con una terrazza all’aperto.

 


 

La chiesa di S.Pietro

La chiesa di San Pietro di Gardola sorge a ca. 200 m dall’abitato che nella parte più rilevata, corrisponde ad un dosso naturale di forma ellittica, conserva tuttora il toponomio di "castello", anche se dopo vari studi e le dovute cautele, si può parlare di un’origine molto più antica, preromana o tardoromana.

Prima degli scavi degli anni Settanta e nel 1985-86 solo la mensa d’altare avrebbe potuto suggerire, se fosse stata studiata, una fase più antica rispetto a quello attuale.

La mensa d’altare, di cui ignoriamo la funzione al momento della sconsacrazione della chiesa, è in pietra rosata, che da un esame al microscopio potrebbe provenire dalla cava tignalese del Monte Denervo. Particolare molto interessante perché nell’area Gardesana sono rari gli elementi di arredo altomedievali che non siano in pietra bianca.

Durante la prima guerra mondiale, venne demolita la facciata per utilizzarla come ricovero per i camion e negli anni Cinquanta l’edificio venne trasformato in teatro e l’altare venne trasferito nell’oratorio di Olzano dove si trova tuttora.

In seguito durante lo scavo di una trincea per sistemare la buca del suggeritore, venne intercettato un pozzetto in muratura, all’interno del quale venne trovato un reliquario in pietra calcarea.

Secondo una tipologia diffusa dal IV secolo il reliquario ha forma di sarcofago ed è decorato con croci entro una semplice cornice a sezione curva.

Negli anni 1985-86 la trincea venne ampliata mettendo in luce una grande abside semicircolare con all’interno altre strutture che all’ora non vennero interpretate.

Nel 2002, con lo scavo aperto ancora da quegli anni, si è potuto rilevare e analizzare stratigraficamente il deposito archeologico, riconoscendo una sequenza, confermata nello scavo intensivo del 2003.

Essa comprende, per quanto riguarda il luogo di culto, almeno otto fasi edilizie: 1- una prima chiesa mononave, 2- l’inserimento del coro di una recinzione rettangolare con pozzetto per reliquie, 3- la ricostruzione del coro in epoca romanica, 4- la realizzazione, in epoca tardomedievale, plausibilmente nel secolo XVI per i numerosi confronti in chiese gardesane, di un arco traverso a metà navata, di cui rimangono i due pilastri di fondazione, 5- un ulteriore rinnovamento dell’area absidale nel corso del XVI secolo, 6- l’apertura di una cappella nel lato meridionale attorno alla metà del XVII secolo, 7- la ricostruzione della facciata subito dopo la prima guerra mondiale, 8- la trasformazione in teatro.

Mentre gli interventi ricostruttivi si sono concentrati sul coro, la navata non è mutata e non è da escludere che i lati lunghi della chiesa altomedievale si conservino ancora in parte in alzato…]

Tratto dal libro " Chiese e insediamenti rupestri altomedievali a Tignale" di Gian Pietro Brogiolo e Monica Ibsen.

 


 

La limonaia Pra de la Fam

Il “Pra de la Fam” si trova lungo il ripido litorale esattamente sotto Tignale.

Le ragioni di questo nome sono molte, ma la più attendibile è quella dei naviganti che da Salò si recavano a Riva per il mercato del sabato.

A causa delle molteplici correnti spesso erano costretti ad approdare su questa striscia di terra per uno o due giorni e mancando il cibo dovevano salire al paese attraverso un sentiero irto e tortuoso, tuttora praticabile e con panorami mozzafiato, che sbuca nell’oliveto di Oldesio.

Nel 1754 la famiglia Parisini venne in possesso del “Pra de la Fam” dove costruì negli anni due “giardini dei limoni”, il più grande costituito da sette còle.
Dopo la metà dell’800 pur trovando ancora sbocchi sul mercato locale le due limonaie, con la costruzione della strada Gargnano - Riva, furono completamente abbandonate.
Solo nel 1984 la Comunità Montana in accordo con i proprietari avviò il recupero di parte di queste fantastiche costruzioni.
Oggi sono presenti tutti gli elementi tipici dei Giardini dei limoni del Garda.

Le piante in produzione sono circa un centinaio, e a maggio quando fioriscono tutta la zona viene invasa dal loro profumo.
Sempre a maggio si raccolgono i limoni fioriti l’anno precedente, poi fino a ottobre tutti i mesi una nuova fioritura e una nuova raccolta.
Questi limoni oggi vengono dati in beneficenza, un tempo erano venduti soprattutto in Austria e Germania ed erano di ottima qualità. Data la produzione abbondante tutta l’economia della Riviera ne risentì positivamente. 

Chi viene in questa parte di lago dove ci sono i resti di quei “Giardini” che tanto impressionarono il poeta Goethe già due secoli fa, non può non visitare questa meravigliosa limonaia.

 ..."Passammo davanti a Limone, con i suoi giardini a terrazza su per il pendio dei monti, coltivati a limoni; uno spettacolo di ricchezza e grazia. L’intero giardino consta di file di bianchi pilastri quadrangolari che sono collocati ad una certa distanza l’uno dall’altro, su per il declivio del monte, a gradini. Sopra questi pilastri sono collocate delle robuste pertiche per coprire, in inverno, gli alberi che crescono negli intervalli. La lentezza della traversata favoriva l’osservazione e la contemplazione di questo piacevole spettacolo”... Göthe

 


 

L'oleificio biologico

Su un territorio di una cinquantina di ettari sono ca. 14mila gli olivi a Tignale.
Vengono lavorati ancora con pazienza e tenacia come tanti anni fa ed a volte con la stessa fatica per la posizione impervia del terreno, quindi la potatura, l’aratura, l’irrigazione e la raccolta viene fatta tuttora a mano.
L olive vengono raccolte in novembre e dicembre con una scala a pioli chiamata “scalì”appoggiata e legata ai rami, le olive sfilate dai rami con le mani finiscono in un cesto legato in vita, “grumial”, quelle staccate con le pinze finiscono in reti precedentemente posizionate a terra.
Il raccolto viene poi riposto in cassette fenestrate e areate ed infine portato al frantoio.
Nel 1766 funzinavano sette torchi a Tignale, ma la maggior parte delle olive veniva trasportata a Gargnano, dove esisteva anche la possibilità di vendere l’olio, la cui produzione era di ca. 90 quintali. Il nostro modo di coltivare era considerato arretrato causa la scarsa concimazione, la potatura ogni tre anni e la varietà degli olivi poco adatti ad una produzione costante.
Per iniziativa della Cooperativa Latteria Turnaria anche Tignale oggi ha il suo oleificio. L’impianto è entrato in funzione nel 1998 ed è a ciclo continuo e con la centrifuga si separa la sansa dal liquido quindi si isola dall’acqua di vegetazione l’olio; dopo la decantazione si procede al travaso e alla filtrazione.
L’olio prodotto a Tignale è extravergine biologico di elevatissima qualità

Visite guidate all’oleificio ogni giovedì alle ore 17,00
Per acquistare i prodotti oleari l’oleificio è aperto il martedì dalle h. 10 alle 12 e il sabato dalle h. 17 alle 18,30

 


 

Il parco avventura Flyng Frogs

"Flying Frogs", le Rane Volanti sono i percorsi avventura del Parco Alto Garda Bresciano. Posti in un oasi naturale di enorme bellezza e valore, offrono più possibilità di giocare sfidando l'altezza e se stessi. Un divertimento adrenalinicoper tutte le età: dai tre anni in su.

Dal "volo d'angelo" della Big Zip ai passaggi per i più piccini, il Parco è dotato dei più moderni sistemi di sicurezza, come la linea di vita continua. L'accesso all'oasi è gratuito e si pagano solo i percorsi; è così possibile passare una giornata nella natura, vista la presenza di aree pic-nic, e in stagione usufruire del vicinissimo centro sportivo comunale dotato di piscina, beach volley, campo bocce e calcetto.

Inoltre il biglietto dei percorsi comprende anche scontistica sull'entrata all'annesso Museo del Parco.

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